Introduzione agli Impianti Fotovoltaici

Breve introduzione sugli impianti fotovoltaici, a terra, sul tetto, ad inseguimento, irraggiamento solare, connessione alla rete elettrica, pannelli trasparenti e Grid parity

Progetto impianto fotovoltaico a terra

L’impianto fotovoltaico a terra viene realizzato direttamente sul terreno utilizzando delle strutture in acciaio o in alluminio di supporto ancorate o appoggiate al suolo.

I pannelli fotovoltaici vengono orientati nella direzione ottimale per sfruttale al meglio l’irraggiamento solare, ovvero verso sud nel nostro emisfero. L’orientamento che viene dato ai moduli è definito azimut.

È possibile installare un impianto fotovoltaico a terra sia su terreni piani che su terreni inclinati, dando un’inclinazione adeguata ai moduli in modo da non creare o evitare zone d’ombreggiamento, che possono essere dovute alla presenza sul terreno di vegetazione, strutture, pali della linea elettrica, ecc.

L’inclinazione che viene data ai pannelli fotovoltaici è definita tilt. Il tilt tipico per impianti a terra è di 30°.

La combinazione ottimale di tilt e azimut permette di ottimizzare la producibilità dell’impianto, massimizzando la quantità di irraggiamento solare che batte sul pannello fotovoltaico.

Tale combinazione dipende dalla latitudine a cui si trova il sito e a ciascun angolo di azimut corrisponde un tilt ideale.

L’impianto fotovoltaico a terra può essere isolato oppure connesso alla rete elettrica. Gli impianti a terra sono tipicamente di taglie elevate (di 1 o più MW) ed in questi casi la connessione alla rete rappresenta una scelta quasi forzata.

 

Fotovoltaico a inseguimento solare: maggiori costi, miglior rendimento

Gli impianti fotovoltaico realizzati con tecnologia ad inseguimento permettono al pannello di girare seguendo la direzione del sole permettendo, in tal modo, un incremento della produzione di energia elettrica e quindi del rendimento dell’impianto fotovoltaico.

Grazie a questa soluzione il pannello fotovoltaico si mantiene perpendicolare all’irraggiamento diretto del sole per tutta la durata del giorno.

Le soluzioni per l’inseguimento sono di due tipi:

  1. Inseguitori monoassiali: l’inseguimento può avvenire o in base ad una variazione del tilt, quindi sull’asse Est-Ovest, o in variazione dell’azimut, ovvero sull’asse Nord-Sud. Quest’ultima soluzione, è senza dubbio, la più utilizzata. In base a questa soluzione tecnologica è possibile conseguire un aumento della producibilità del 20-25% rispetto alle strutture fisse.
  2. Inseguitori biassiali: in questo secondo caso la rotazione avviene sia sull’asse orizzontale che sull’asse verticale, in modo che i moduli assumano costantemente una posizione frontale rispetto al sole. In questo modo si possono raggiungere incrementi nei rendimenti di circa il 35% rispetto a un sistema tradizionale fisso.

Nella valutazione della scelta di utilizzare strutture ad inseguimento bisogna, però tenere in considerazione che questo tipo di soluzione occupa maggiore spazio rispetto alle strutture fisse.

È pertanto necessario avere a disposizione uno sito non ombreggiato con estensione sufficiente, oltre ad avere condizioni di ventosità non eccessive in particolare se si utilizzano inseguitori molto grandi.

Infine, occorre valutare che il costo di realizzazione di questo tipo di impianti è sicuramente maggiore rispetto alle strutture tradizionali, tuttavia ad un incremento del costo del 10 – 15% corrisponde un incremento del rendimento del 25- 35%.

Impianto fotovoltaico su tetto

Il tetto di un capannone industriale, di un edificio o di una casa, oggigiorno, non hanno più la finalità unica di copertura della struttura.

Con l’introduzione degli impianti fotovoltaici realizzabili su tetto, è diventato possibile utilizzarli per realizzare un investimento in fonti di produzione di energia rinnovabili.

I moduli fotovoltaici sono installabili su coperture a falde, a shed o piane. A seconda del tipo di copertura varia la modalità di posizionamento ed installazione.

Ai fini dell’accesso agli incentivi statali previsti per questo tipo di impianti, ci sono dei requisiti di installazione da rispettare:

Tetto piano (o pendenza massima di 5°).

Viene definito impianto parzialmente integrato architettonicamente in quanto i moduli non sostituiscono la copertura dell’edificio ma vengono installati con strutture inclinate.

L’altezza massima del modulo da terra non deve superare i 30 cm. In presenza di una balaustra la quota corrispondente alla metà dell’altezza del pannello non deve superare l’altezza della balaustra.

Tetto a falda

I moduli devono essere complanari alla superficie del tetto e possono sostituire o meno la copertura dell’edificio. Devono rispettare la stessa inclinazione del tetto ed essere installati alla minore distanza possibile.

Tetto a shed

La copertura a shed permette la completa integrazione architettonica dell’impianto fotovoltaico. I pannelli si devono installare in modo complanare al piano tangente.

La producibilità e il rendimento dell’impianto dipendono, ovviamente, da diversi fattori:

  • Presenza di zone di ombreggiamento
  • Inclinazione della superficie
  • Capacità portante della struttura

Realizzare un impianto fotovoltaico su tetto costituisce, oggi, un’opportunità per realizzare importanti risparmi energetici e ottenere buoni rendimenti.

Vantaggi energia solare

Ci sono diversi modi per rendere l’energia prodotta dal sole maggiormente utile alle nostre esigenze; questa duttilità è già uno dei vantaggi dell’energia solare.

Le schiere di pannelli fotovoltaici sono un metodo comunemente usato per generare elettricità dalla luce solare, ma la raccolta di energia solare e guadagno è un ottimo modo per fare buon uso di questa risorsa enorme.

I vantaggi dell’energia solare sono molti, ed è una grande fonte di energia pulita e rinnovabile. Anche se in Italia il suo utilizzo non è molto diffuso, si prevede che nel prossimo futuro si farà molto affidamento sull’ energia solare come fonte principale di energia elettrica per usi domestici.

 

Qui illustriamo alcuni vantaggi dell’energia solare:

  • Si tratta di una fonte di energia pulita, il che significa che nessun inquinamento viene immesso nell’ambiente durante la produzione o lo sfruttamento dell’energia solare.
  • E’ molto conveniente, o addirittura gratis dopo l’investimento. Dopo l’investimento iniziale per i pannelli solari la costante raccolta di energia è praticamente libera e senza costi.
  • Le celle solari hanno una manutenzione molto bassa una volta che sono stati istituiti per un’efficienza ottimale. Finché la superficie di raccolta è pulita, e vi è un percorso diretto della luce solare senza ostacoli, il sistema continua a produrre energia senza ulteriore sforzo.
  • L’energia solare è una fonte di energia altamente rinnovabile e la possiamo sfruttare quasi ogni giorno.
  • Un altro dei vantaggi dell’energia solare è che i pannelli termici e fotovoltaici solari sono duraturi, perché non hanno molte parti soggetti a movimento e ad usura.
  • Accostati con altre fonti di energia, i pannelli solari sono durevoli e hanno una durata che può superare in termini di affidabilità altre fonti di energia.
  • I pannelli solari generano energia senza generare rumore, svolgono il loro lavoro in silenzio.

Questa funzionalità è in netto contrasto con i mezzi convenzionali di generatori di energia.

Passerà ancora del tempo prima che l’energia solare diventi utilizzata su larga scala, ma questi vantaggi e molti altri rendono l’energia solare una grande opportunità.

Irraggiamento solare in Italia

L’irraggiamento solare di una determinata località costituisce il fattore che determina la quantità di energia solare che perviene sulla superficie e che può, quindi, essere utilizzata dal modulo fotovoltaico per essere trasformata in energia elettrica.

L’energia proveniente dal sole per metro quadrato dipende, evidentemente, dall’ubicazione del sito ed in particolare dalla sua latitudine e dalla stagione dell’anno in cui ci si trova.

Questo valore è, poi, influenzato anche da ulteriori condizioni climatiche quali nuvolosità, foschia, ecc.

Per misurare, la “capacità” energetica di uno specifico sito ci si riferisce all’insolazione media annua, espressa in termini di kWh su metro quadrato.

Possiamo provare a dare delle semplici definizione comprensibili a tutti per chiarirci le idee su alcuni concetti base del mondo del fotovoltaico.

  1. Irraggiamento: Esprime la quantità di energia solare che si riflette in un metro quadrato di superficie terrestre in una determinata località.
  2. Radiazione solare: è il valore integrale dell’irraggiamento in un lasso di tempo definito; può essere espresso come kWh/mq/giorno o kWh/mq/anno, ecc.
  3. Ore equivalenti: indica la relazione tra la produzione e la potenza dell’impianto, espresso quindi come kWh/kW e sta ad indicare la quantità di ore di insolazione nell’arco dell’anno in base all’irraggiamento nominale. Grazie a questa unità di misura, si può calcolare istantaneamente l’energia che un impianto è capace di produrre.

A continuazione si mostra la mappa dell’irraggiamento solare in Italia. Il nostro paese offre delle condizioni climatiche decisamente interessanti per l’utilizzo della tecnologia fotovoltaica.

I valori di irraggiamento variano tra i 1.100 e i 1.800 kWh/mq anno tra il Nord e il Sud Italia.

Fotovoltaico connesso alla rete elettrica

Gli impianti fotovoltaici connessi alla rete o grid connected hanno il requisito di essere allacciati alla rete elettrica, interscambiando energia elettrica con la stessa.

In particolare l’impianto connesso alla rete produce energia durante le ore di luce, soddisfacendo la domanda di energia, e preleva energia dalla rete nei momenti di fabbisogno.

Ad oggi, la maggior parte degli impianti fotovoltaici installati sono connessi alla rete, essendo questo anche uno dei requisiti per avere accesso alle tariffe incentivanti previste dal Conto Energia.

L’energia prodotta può essere totalmente ceduta alla rete, caso tipico degli impianti di taglia maggiore, oppure si può cedere solo una parte dell’energia prodotta, avvalendosi anche dello scambio sul posto ove possibile, caso tipico degli impianti più piccoli e/o domestici.

Lo scambio sul posto è possibile per impianti fino ad una potenza massima di 200 kW.

Per quanto riguarda la connessione, questa può avvenire in Bassa Tensione (BT) per impianti fino a 100 kW, in Media Tensione (MT) per taglie fino a 10 MW, mentre per impianti di potenza installata maggiore è necessaria la connessione in Alta Tensione (AT).

Quali sono i componenti di un impianto fotovoltaico connesso alla rete elettrica?

  • Moduli per convertire l’energia solare in energia elettrica;
  • Inverter che ricevono l’energia convertita dai moduli e la trasformano da corrente continua in corrente alternata e che svolgono una funzione di controllo dell’impianto;
  • Quadri di protezione e controllo che vanno collocati a monte e a valle degli inverter;
  • Cavi di connessione;
  • Dispositivi di sicurezza.

 

Pannelli fotovoltaici trasparenti

Il mondo dell’ energia rinnovabile è in continua evoluzione ed è sempre in cerca, dal punto di vista della tecnologia, di soluzioni sempre più ottimali salvaguardando sempre di più l’ambiente e il risparmio energetico.

Per questo la ricerca del settore ha portato alla realizzazione di una nuova tipologia di moduli con la caratteristica di essere completamente trasparenti.

L’utilizzo principale dei moduli è non solo in sostituzione a coperture per gli edifici ma principalmente andranno a sostituire qualsiasi superficie in vetro come vetrate, porte e finestre.

I pannelli fotovoltaici trasparenti sono in grado di filtrare fino al 95% di luce e di respingere fino al 98% i raggi UV diventando di fatto dei moduli con alta efficienza ed elevato rendimento.

Diversi sono i vantaggi derivanti dall’utilizzo dei pannelli fotovoltaici trasparenti nell’ambito architettonico:

  • si integrano efficacemente con ogni tipologia architettonica rendendo quasi invisibile la presenza di un generatore elettrico
  • sono utilizzate come copertura e
  • permettono di illuminare in maniera ottimale gli ambienti interni
  • l’energia elettrica che si produce non origina alcun genere di rumore
  • non richiedono alcuna manutenzione specifica, ma solo una pulizia periodica
  • per le sue particolari caratteristiche il vetro fotovoltaico trasparente risulta essere un buon isolante termico, trattenendo il calore degli ambienti interni nei periodi freddi e attutisce il forte calore in estate.

A differenza del vetro tradizionale, il vetro fotovoltaico trasparente funge da isolante termico nei periodi freddi e attutisce il forte calore in estate, con conseguente risparmio di energia per quanto riguarda l’impianto di condizionamento.

 

Grid parity fotovoltaico

La grid parity può essere definita come il momento in cui si avrà una coincidenza tra il costo dell’energia elettrica prodotta tramite tecnologia fotovoltaica e il costo di acquisto dalla rete dell’energia prodotta con fonti tradizionali.

Questa definizione implica che, nel momento in cui tale condizione si verificherà, gli incentivi concessi per l’installazione di impianti fotovoltaici non saranno più necessari per sostenere lo sviluppo del mercato e delle installazioni, poiché sarà sufficiente la sola produzione di energia per rientrare dall’investimento.

Il concetto di grid parity non presuppone l’esistenza di un unico valore assoluto che può essere applicato a qualsiasi impianto, ma bisogna considerare che esiste una grid parity differente per ogni impianto fotovoltaico.

I principali fattori che determinano la grid parity specifica di quell’impianto sono:

  1. Ubicazione geografica (zone con maggior irraggiamento solare avranno una parità più facilmente raggiungibile);
  2. Taglia dell’impianto (fattore determinante del prezzo chiavi in mano dell’impianto);
  3. Eventuale autoconsumo dell’energia prodotta (in tale caso si riducono i costi di distribuzione dell’energia agli utenti finali);
  4. La vita utile dell’impianto (che può essere di 20, 25 o 30 anni).

Un’ulteriore possibile definizione della grid parity è che questa si verifichi nel momento in cui l’investimento per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico consente di ottenere dei rendimenti accettabili anche in assenza di tariffe incentivanti

.Il raggiungimento della parità in Italia non è assolutamente da considerare un traguardo irraggiungibile. Nel corso del 2016 si è assistito ad una importante riduzione dei prezzi chiavi in mano degli impianti, il che ha permesso l’avvicinamento di questo obiettivo.

Indubbiamente, gli impianti localizzati in zone con maggior irraggiamento saranno i primi a raggiungere la grid parity, così come i soggetti che pagano bollette particolarmente elevate.

Un esempio saranno senz’altro gli impianti localizzati al Sud Italia con una producibilità di circa 1.400 kWh/kWp.

Nel momento in cui gli incentivi saranno ulteriormente ridotti o eliminati, bisognerà attendersi una considerevole battuta d’arresto del mercato, che però potrà sicuramente trovare sbocchi in quelle nicchie del settore che permetteranno ancora di realizzare investimenti convenienti, anche se con dei rendimenti sicuramente inferiori rispetto a quelli odierni.

Pannelli fotovoltaici trasparenti

Quali sono le caratteristiche e le potenzialità dei pannelli fotovoltaici trasparenti? Il modulo fotovoltaico in silicio policristallino trasparente permette ai raggi solari di penetrare negli ambienti interni.

Generalmente il materiale trasparente con cui vengono realizzati i pannelli fotovoltaici trasparenti è il silicio amorfo, esso possiede particolari caratteristiche chimiche che li fanno risultare una buona barriera ai raggi UV.

I pannelli fotovoltaici trasparenti sono adatti per le serre, vetrate, balconi o edifici trasparenti dove è importante far filtrare la luce del sole eliminando il forte impatto visivo. Ma cosa accade veramente? L’energia assorbita viene convertita in energia elettrica senza ostacolare il passaggio della luce.

La criticità per questo genere di pannelli è che hanno  rendimento del 2% basso se consideriamo il rendimento dei normali pannelli e cioè del 12%.

La Sharp è una delle aziende produttrici  di pannelli fotovoltaici trasparenti, e sono utilizzabili anche come finestre. Le dimensioni sono 1,3 x 1 metro e sono spessi  9 millimetri,  renderanno il 6,8% per arrivare al massimo a 95 watt.

 

Pulizia pannelli fotovoltaici

Lasciare i pannelli fotovoltaici sporchi vuol dire perdere una parte importante della produzione, e abbandonare al caso un investimento che è costato un sacco di soldi.

Le variabili sono infinite, gli impianti agricoli sono più soggetti allo sporco rispetto agli impianti in zone abitative, andiamo da un 5% di perdita in posti come la Germania dove il clima è ben ventilato e secco a percentuali di gran lunga superiori in base al clima.

Nella Pianura Padana, dove umidità e scarsa ventilazione contraddistinguono il clima, il calo di produttività può tranquillamente oscillare tra un 10% e un 25%.

Il National Renewable Energy Laboratory, l’ente di ricerca Americano sulle fonti rinnovabili, ha riscontrato perdite del 30% su impianti lasciati sporchi. Un esempio molto esauriente è quello di Google Plex, l’impianto a tetto della Google, dove la produzione è aumentata del 50% dopo il lavaggio dei moduli che erano stati affidati al solo lavaggio delle intemperie per 15 mesi. Ma provate voi stessi a passare un dito sui pannelli per rendervi conto di quanto nero si farà il vostro

 

Pannello fotovoltaico amorfo

La prima cosa che va specificata è che un pannello fotovoltaico amorfo è più economico di un pannello fotovoltaico in silicio cristallino questo perché nella loro produzione permette di impiegare una quantità minima di materia prima (silicio).

I moduli in silicio amorfo si presentano come un’unica grande superficie di colore scuro ma  hanno un rendimento inferiore circa i pannelli policristallini il 9% rispetto al 13%.

I pannelli fotovoltaici in silicio amorfo vengono impiegati nei campi fotovoltaici per la produzione di energia elettrica oppure su grandi tetti industriali o in aree dove il clima è particolarmente sfavorevole questo perché sono ottimi per catturare luce diffusa in situazioni di basso irraggiamento.

La produzione di energia rimane costante anche in caso di nebbia, stato di nuvolosità, tramonto, alba, cosa che non si verifica con le tecnologie cristalline, ecco perché la produzione di energia può risultare superiore nel corso degli anni.

La perdita di potenza dei moduli in silicio amorfo avviene nei primi mesi di funzionamento ma molto contenuta nei 30 anni di vita stimata.Il picco massimo per ogni metro quadro di pannelli solari in silicio amorfo è di 60 watt contro i 130 watt dei pannelli in silicio policristallino e monocristallino ma come abbiamo detto quando  il sole è debole (con bassa luminosità) l’efficienza è alta.

 

Pannello fotovoltaico policristallino

In Europa i moduli di pannelli fotovoltaici policristallini sono distribuiti da: Solon spa, Solar Word AG, Sharp, Isofoton, Kyocera, Q-Cells, Sanyo, mentre la Microsol distribuisce pannelli fotovoltaici non Europei.

Ma in cosa si differenziano  i pannelli fotovoltaici policristallini?Il procedimento fotovoltaico per la conversione dell’irradiazione solare in energia elettrica avviene mediante il bombardamento dei fotoni (luce) su una molecola di materiale semi-conduttore cioè il silicio.

Il silicio non può essere impiegato così come si trova in natura ma va cristallizzato per poter produrre energia.Il pannello fotovoltaico mono o policristallino deve essere orientato verso Sud  per avere un irraggiamento diretto e quindi avere un buon rendimento di produzione di energia elettrica.

Infatti possiamo dire che il silicio cristallino funziona meglio con la luce del sole mentre il silicio amorfo funziona meglio con la luce diffusa.

La cella fotovoltaica può essere composta da elementi molecolari con un solo cristallo (monocristallino) o più cristalli (policristallino), in genere il monocristallino ha costi superiori rispetto al policristallino.Come rendimento il policristallino può essere considerato intermediario tra un pannello fotovoltaico amorfo e il monocristallino.

La potenza media di un modulo standard di 160 cm x 85 cm si aggira intorno ai 180 watt. I moduli policristallini sono composti mediamente da 72 celle di forma ottagonale oppure quadrata di colore blu cangiante.

Le prestazioni dei pannelli policristallini è del 90%, infatti si riducono dell’1% all’ anno, dopo 20 anni funzioneranno all’ 80% ma sono molto sensibili alle ombreggiature anche parziali.

 

 

 

 

Pannello fotovoltaico fai da te

Oggi le offerte per l’acquisto dei pannelli sono decisamente allettanti. Per chi riesce ad istallare l’impianto fotovoltaico  con il “fai da te” o con l’aiuto di un artigiano (elettricista) di pretese oneste, il risparmio, rispetto all’affidamento del lavoro a ditte “chiavi in mano”, che, quindi, forniscono, guadagnandoci, ovviamente, anche i pannelli, è notevole.

Facciamo due conti come se andassimo a fare la spesa al mercatino rionale:Un modulo da 250 watt (per fare i 3 KW domestici, quindi, ne occorrono 12), a 36 celle, della superficie di circa ¾ di un metro quadrato), si trova, iva inclusa, a prezzi che variano fra i 200 ed i 250 euro, IVA inclusa. Parliamo di pannelli affidabili, prodotti da aziende specializzate, garantiti 20 anni di durata. Per produrre i 3 KW di cui abbiamo bisogno, quindi, la spesa è di circa 2.500-3.000 euro.

Un artigiano onesto impiega due persone per due giornate lavorative, per un costo di circa altri 800 euro. I materiali di complemento (civetteria, fili, raccordi etc..), incidono per altri 2-300 euro. Con un totale di 3.500-4.000 euro il nostro impianto fotovoltaico “fai da te” è pronto per fornire energia.

Non dimentichiamo che le spese per il fotovoltaico sono finanziabili, consentendoci, in pratica, di pagare una rata molto simile alla nostra bolletta per 36-48 mesi, per poi godere gratuitamente del servizio, non solo, ma anche le recenti disposizioni in materia di fisco hanno ribadito la possibilità di detrazioni per chi accede a tale tipo di fornitura energetica ed hanno rinnovato gli sconti fiscali per i lavori di ristrutturazione, fra cui rientra, naturalmente, l’impianto fotovoltaico.

 

 

 

 

Efficienza pannello fotovoltaico

Per conoscere l’efficienza di un pannello fotovoltaico è importante spiegare alcuni dettagli sull’energia pulita.Quando si parla di impianti di produzione di energia pulita e a basso costo, non si può fare a meno di pensare all’eolico ed al fotovoltaico. I

l vento ed il sole, in varia misura sempre presenti su ogni territorio, possono risolvere i problemi legati all’ esaurimento delle risorse non rinnovabili ?La domanda esigerebbe risposte complesse, articolate e supportate da dati scientifici, incomprensibili ai più, ma cercheremo di fare un discorso semplice ed alla portata anche di chi non ha una conoscenza specifica.

Intanto ricordiamo che gli impianti fotovoltaici possono essere istallati sia per il solo consumo “in loco”, ed è il caso di piccole comunità, di abitazioni e uffici privati, di piccole e medie aziende che hanno necessità di produrre energia esclusivamente per soddisfare il proprio fabbisogno, sia del tipo “grid-connect”, ovvero per essere connessi alla rete pubblica, quella gestita dai produttori “storici” di energia, quali l’Eni, l’Enel, l’Acea ed, in tal caso, il “titolare” dell’impianto, sia esso un semplice cittadino privato o un’azienda, può rivendere parte dell’energia prodotta, ricavando un utile che può anche essere consistente, oltre, ovviamente, ad avere disponibile l’energia necessaria per sé.

Tutto semplice ? Non proprio e vediamo perché:L’efficienza di un pannello fotovoltaico non è standard, ma varia a seconda dell’irradiazione della zona, (è ovvio che in Sicilia la produzione è di gran lunga superiore a quella realizzabile in Trentino), alla possibilità che perturbazioni, annuvolamenti persistenti riducano l’irradiazione medesima; ancora, l’esposizione è determinante, se si dispone di un’area con esposizione a sud è una situazione ottimale, che consente una produzione, media, di un KW per ogni 8 metri quadrati di pannelli, ma questa superficie può arrivare fino a 15-20 metri quadrati se l’esposizione non è ottimale, se vi sono zone d’ombra, se i pannelli, in definitiva, non riescono ad “assorbire” liberamente l’energia dei raggi solari.

Dobbiamo, infine, considerare che se è vero che l’energia “pulita” del fotovoltaico, di fatto azzera le emissioni di CO2, per la costruzione dei pannelli vengono impiegate sostanze, quali l’acido cloridrico ed il tetraclorosilano, che sono comunque inquinanti al momento dello smaltimento e non illudiamoci che siccome questo avverrà fra 20 anni, per quell’epoca potremmo avere scoperto qualche sistema di smaltimento “indolore”.

L’efficienza di un pannello fotovoltaico in silicio policristallino è superiore a un pannello fotovoltaico amorfo, anche se quest’ultimo riesce a catturare luce anche in stati di nuvolosità, mentre il policristallino rende meno in caso di luce diffusa.

 

 

 

 

Costo pannello fotovoltaico

Se si pensa di voler installare un impianto fotovoltaico la prima cosa che ci viene in mente qual’è il costo di un pannello fotovoltaico?

Oggi, se si dispone di spazio/tetto sufficiente , l’istallazione di un impianto fotovoltaico non solo fornisce l’energia necessaria all’ abitazione a costi decisamente ridotti rispetto a quella fornita dagli attuali gestori (enel, acea, eni), ma consente anche di vendere quella prodotta in eccesso, realizzando un guadagno che è tanto maggiore quanto minore è il consumo per uso proprio.

Consideriamo che per ogni Kw da produrre occorrono circa 8 metri quadrati di pannelli, per cui, per un’utenza standard da 3 KW, che è quella disponibile nella maggior parte delle utenze private ad uso abitazione, occorrerebbero 24 metri quadrati di pannelli.

Oggi un impianto di tale dimensione, garantito per 20 anni di durata, può essere istallato con una spesa che varia dai 5 ai 7000 euro e si ammortizza, per un consumo medio di una famiglia di 4 persone, in circa 6-8 anni.

Consideriamo anche che nessuna abitazione “consuma” costantemente i 3 KW disponibili, che si raggiungono solo in particolari occasioni, quando, ad esempio, si accendono contemporaneamente due elettrodomestici di grande potenza, per cui c’è un “avanzo di energia” che può essere ceduta, in vendita, addirittura proprio ai gestori attuali.

Vale la pena porre l’accento anche sull’ azzeramento dell’inquinamento che si realizza non utilizzando le comuni fonti di energia, valutabile, per un impianto da 3 KW, in circa.